Lavoro: secondo una recente indagine le donne non sono soddisfatte delle opportunità di carriera

Sono stati di recente resi noti i dati del secondo Osservatorio sulla Felicità, condotto dall’Associazione Ricerca Felicità con l’obiettivo di comprendere lo stato attuale di benessere e soddisfazione personale del nostro paese. Per chi non la conoscesse, questa associazione nasce dall’incontro tra ELEhub e Sandro Formica, due realtà specializzate proprio in felicità, padronanza di sé, potere personale. Secondo questi dati sembra che le donne si sentano meno soddisfatte rispetto agli uomini sul posto di lavoro. 

Elisabetta Dallavalle, Presidente dell’Associazione Ricerca Felicità

I dati dell’Osservatorio sulla Felicità 

I dati raccolti raccontano di un’insoddisfazione diffusa nel mondo femminile per quanto riguarda la posizione lavorativa. Sembra che il 41% delle donne infatti si senta insoddisfatta del compenso ricevuto. Il 44% delle donne invece si sente insoddisfatta delle opportunità disponibili per fare carriera, per crescere professionalmente. Non è possibile sapere il perchè di questa insoddisfazione, ma quel che è certo è che percentuali così elevate mostrano un problema che merita di essere passato al vaglio, qualcosa su cui insomma è bene riflettere. 

Gli altri elementi che sono stati presi in considerazione in questa indagine non mostrano un divario altrettanto importante tra donne e uomini. Le donne che sentono di non essere trattate con rispetto e che credono di essere discriminate sul posto di lavoro sono infatti il 14% mentre gli uomini sono il 10%, percentuali piuttosto vicine. Simile il discorso per quanto riguarda il riconoscimento dei meriti. Le donne che non si sentono soddisfatte sono il 31% e gli uomini invece il 28%. L’11,9% delle persone intervistate afferma che il lavoro scelto non aiuta a capire se stessi e il 12,2% afferma che l’ambiente di lavoro in cui operano non li fa sentire compresi. Si tratta di percentuali basse, che comunque fanno comprendere che c’è un certo malessere generale che merita attenzione. 

Perché il senso di intenso malessere che le donne sembrano provare non viene a galla nella vita di tutti i giorni? Perchè buona parte delle donne intervistate ha ammesso provare ad apparire agli altri più felice di quanto in realtà non sia. A quanto pare questa situazione è sempre esistita, ma si è accentuata in modo particolarmente intenso a causa della pandemia, una pandemia che ha costretto la maggior parte delle donne a lavorare da casa e a sobbarcarsi oltre ai propri carichi di lavoro anche tutti gli impegni familiari in prima persona. 

Sandro Formica, VicePresidente e Direttore scientifico dell’Associazione Ricerca Felicità

Il malessere delle donne lavoratrici, che fare? 

Il malessere che le donne lavoratrici provano, stando ai dati che sono stati raccolti, merita di essere fermato, appianato, il prima possibile, per evitare che possa portare a conseguenze negative. Per riuscire in questa impresa sarebbe importante che il cambiamento avvenisse all’interno delle aziende stesse, aziende dove deve essere sempre disponibile un punto di ascolto per tutti i lavoratori, aziende che dovrebbero favorire un clima di libertà di espressione e in in cui nessuno possa sentirsi giudicato. Le aziende dovrebbero essere luoghi dove i lavoratori possono esprimere i loro bisogno e dimostrare i loro talenti, talenti che l’azienda stessa dovrebbe favorire. Inoltre l’ambiente di lavoro dovrebbe essere accogliente e i rapporti tra colleghi promossi al fine di farli diventare autentici.

lga Corricelli co-founder dell’Associazione Ricerca Felicità

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