Com’è cambiato il mestiere di fotografo: l’intervista ai fotografi Ilaria & Andrea

Ilaria & Andrea dei  fotografi di matrimonio a Treviso, che da 10 anni portano innovazione nel settore della wedding photography con un approccio sempre attento ai tempi che cambiano ed alla clientela che si evolve.

Fotografia e servizi di Cloud. Come possono i servizi cloud aiutare i fotografi?

Per noi che siamo ossessionati dai backup, i servizi di cloud offrono un’enorme tranquillità in più. Dobbiamo sempre ricordare che quelli che abbiamo nelle nostre schedine, quando rientriamo da un matrimonio, sono i ricordi di due persone che hanno celebrato una giornata importantissima per loro e la loro storia della giornata è unica e irripetibile… quindi un backup in più, soprattutto se in Cloud, fa dormire sonni tranquilli. Noi consigliamo davvero molto di farlo perché è una bella sicurezza in più.

Rispetto a quando avete intrapreso l’attività di fotografi di matrimoni, come è cambiato il vostro mestiere oltre che il comparto wedding?

Quando abbiamo iniziato la nostra professione come fotografi di matrimonio, 10 anni fa, la concezione del fotografo matrimonialista italiano era molto diversa. C’era già chi iniziava a seguire uno stile più moderno, ma in Italia ci si concentrava ancora su foto più classiche ed in posa. Siamo sempre stati attratti dal modo di vedere la fotografia di matrimonio tipica dei paesi anglosassoni, così, sin da subito, abbiamo voluto far vedere, partendo dalla nostra piccola città, che un’altra interpretazione di questo genere fotografico era possibile, anche in Italia ed anche in una piccola città come Trieste.

Negli anni questo tipo di approccio alla fotografia di matrimonio si è espanso sempre più e non potremmo che esserne felici. Sempre più coppie, infatti, ricercano foto spontanee e naturali per il loro matrimonio (anche se le foto di rito con amici e parenti restano giustamente un must have) e la stessa organizzazione del matrimonio ha visto molti cambiamenti. Ricerca di dettagli originali, matrimoni intimi, matrimoni con una durata ridotta rispetto a quelli in cui è presente un ricevimento con molte portate in cui gli ospiti sono seduti al tavolo per ore, matrimoni dagli stili ricercati. In questi 10 anni sono cambiate davvero molte cose… secondo noi in meglio!

Quali sono gli strumenti di promozione online che nel 2021 un fotografo deve assolutamente padroneggiare?

Come primo pensiero, Instagram è sicuramente tra questi. Questo social è fantastico per i fotografi e per poter mostrare il risultato finale del loro lavoro. In più con i moltissimi strumenti che mette a disposizione la piattaforma, come i Reels, le Igtv, le stories, un fotografo può, non solo mostrare il risultato finale, ma l’intero processo che porta a quel risultato, dando ancor più valore al suo lavoro.

Però bisogna sempre tenere a mente che Instagram è un social che noi non possiamo comandare. Per questo motivo, Instagram dev’esser visto come uno strumento per la propria strategia di comunicazione, ma non deve essere quello su cui focalizzarsi. Sito e blog sono in assoluto gli strumenti di promozione più importanti perché ne abbiamo il pieno controllo ed un buon articolo del blog, indicizzato bene, può portare a moltissimi risultati in più rispetto un post su Instagram!

Nel 2021 per un fotografo avere “un negozio fisico” ha ancora qualche importanza?

Quando abbiamo iniziato, nel 2011, il fatto di non avere un negozio fisico veniva visto come una mancanza di sicurezza e garanzia da parte delle coppie abituate alla concezione del fotografo con il negozio fronte strada. Ma già quando abbiamo iniziato c’erano coppie che andavano oltre questo aspetto. Ora, nel 2021, il fatto di avere o meno un negozio fisico, per un fotografo di matrimoni, è praticamente ininfluente! Questo però a patto che si lavori molto sulla propria vetrina virtuale, sul sito e sul blog e sui social. Altrimenti le persone alla ricerca del nostro servizio come farebbero a conoscerci?

Fotografi e video making. Sì, no, forse?

Fotografi e videomaker producono un risultato molto diverso. Ci sono momenti che in video non rendono come in foto e viceversa. Molto spesso tra fotografi e videomaker c’è una sorta di competizione per chi ha un ruolo principale all’interno della giornata, ma è sempre importante ricordare che nella giornata del matrimonio siamo lì per ottenere un risultato comune: creare ricordi inestimabili per la coppia di sposi. Il resto non ha alcun valore.

E fotografi e Youtube?

Youtube è sicuramente un’ottima piattaforma per farsi conoscere. Assieme a Google, è un motore di ricerca e quindi riveste un ruolo molto importante all’interno della propria strategia di comunicazione. Gestire un canale Youtube con costanza portando sempre contenuti di valore che interessino alla propria community non è facile e possiamo assolutamente dire, dopo più di due anni che condividiamo settimanalmente video sul nostro canale dedicato ai fotografi, che si tratta di un vero e proprio lavoro. Il nostro suggerimento è: se un fotografo è in grado di gestire e curare, senza troppa difficoltà, il proprio blog, i propri social (Facebook e Instagram, magari anche Pinterest), allora può intraprendere l’avventura di Youtube, purché ci sia la costanza. Non c’è nulla di peggio che annunciare il proprio canale con il primo video e poi scomparire perché non ci si sta più dietro.

Iniziamo a parlare un po’ di tecnologia. Quali sono i device e le attrezzature che migliorano sensibilmente il lavoro di fotografo sul campo e seduto ad una scrivania?

Dipende molto dal tipo di approccio che il fotografo ha il giorno del matrimonio. Noi personalmente amiamo il sistema mirrorless di Sony e Fuji e durante il giorno del matrimonio utilizziamo le nostre Sony a9 e le Fuji XT2 per la parte dei balli serali, ma come dicevamo, non c’è un’attrezzatura giusta o sbagliata, dipende dall’approccio e dal risultato finale che si desidera avere.
Per quanto riguarda la parte in studio, come fotografi trascorriamo davvero una marea di ore seduti alla scrivania a guardare un monitor. Il nostro consiglio principale è strutturare una postazione che permetta di assumere una postura corretta per tutto il tempo in modo da non andare incontro a mal di collo, spalle o schiena. Avere una buona postura ed evitare questi dolori aiuta molto a restare concentrati sul lavoro e ad essere produttivi. Una sedia comoda ed ergonomica, un monitor grande e la giusta distanza occhi monitor sono tutti dettagli che aiutano molto.

Quali sono le app ed i software che possono migliorare sensibilmente il “workflow” quotidiano di un fotografo?

Ce ne sono diverse. Partiamo dalle app utili per gestire i social e che ci permettono di organizzare e programmare i contenuti ed aver più tempo libero: Airtable per raccogliere le idee e strutturare i contenuti da pubblicare, Preview per programmare i contenuti, Unfold per creare stories dal layout originale, Mojo per stories con elementi in movimento, Lightroom mobile per modificare le foto scattate col cellulare in modo che siano perfettamente coerenti al nostro stile.
Per quanto riguarda i software, non potremmo fare a meno di Photo Mechanic per selezionare le immagini, Lightroom Classic per editarle, Jpeg Mini per ottimizzarle, Blogstomp per preparare le immagini per il blog e Google Drive in generale che ci permette di avere tutto sempre a portata di clic!

Un fotografo specie se fotografo di matrimoni dovrebbe dotarsi di un’assicurazione professionale?

Assolutamente sì. Noi ne abbiamo una da quando abbiamo iniziato e secondo noi è una cosa che tutti dovrebbero avere per moltissimi motivi. Ci ricordiamo che, quando siamo andati dalla nostra broker proprio per parlare di un’assicurazione professionale lei ci ha risposto, sorridendo, che eravamo in 3 nella nostra regione ad averne una e due di queste persone ce le aveva davanti. L’assicurazione professionale è un aspetto da non sottovalutare.

Che consiglio dareste a chi vuole intraprendere questo mestiere, ed in particolare quello di wedding photographer

Se si ama la fotografia, specie la fotografia di matrimonio, si ha già l’ingrediente più importante per iniziare: la passione. Questa però non è sufficiente per poter vivere, e non sopravvivere, di fotografia. Servono pazienza, costanza, capacità di creare rete con gli altri professionisti del settore ed una visione chiara dei propri obiettivi. Pazienza e costanza, assieme alla passione, sono fondamentali. Un’attività con queste basi solide è destinata a durare e sopravvivere anche alle situazioni più difficili, come può essere quella attuale.  

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